E se me vien a mi, te vien anca a ti

Caesar salad (Il mio viaggio a New York V)

Caesar salad (Il mio viaggio a New York V)
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New York 26 dicembre 2014 8.00 a.m ora locale

Ieri sera prima di rientrare nel nostro appartamento abbiamo acquistato dei deliziosi cupcakes, ci siamo preparati il caffè e ce li siamo pappati tutti, oggi non possiamo permetterci di fare colazione fuori perchè ho preparato un programma bello fitto e ora siamo già sul metrò (uff subway se no chi li sente i newyorchesi?). Non ho detto niente del programma a mia mamma e mio marito, se sanno quante cose ho intenzione di fare, potrebbe prendergli male e così evito. Scendiamo alla fermata South Ferry e il programma viene subito svelato. Oggi faremo la crociera sull’Hudson per visitare Lady Liberty e Ellis Island. Restiamo leggermente basiti a vedere la coda chilometrica per prendere il traghetto, ma nel periodo natalizio cosa potevamo aspettarci? Tra l’altro la giornata è meravigliosa, cielo blu e neanche una nuvola, ma il programma è stretto e non possiamo perdere 4 ore per stare in fila e ovviamente non possiamo essere a New York e non vedere la Statua della Libertà. Chiediamo info ad un ragazzo che organizza gite “non ufficiali” compriamo il biglietto e via di corsa verso il Pier 15 (il molo da cui partirà il nostro traghetto). Mentre alziamo gli occhi al cielo per controllare i numeri dei moli…eccolo li…imponente, alto, lungo e meraviglioso. E’ il ponte di Brooklin e un brivido di piacere ci scorre lungo la schiena facendoci alzare immediatamente i peli di tutto il corpo. Ci scrolliamo un attimo per riuscire a riattaccare i piedi al pavimento visto che si erano alzati almeno di 15 cm da terra. Coda di 5 minuti, imbarco e partenzaaaaaaaaaa! Siamo veramente fortunati, ad essere qui, con una giornata spettacolare, ma le uniche parole che ci escono dalla bocca sono: “che bello!”, “stupendo”, io cerco di combattere contro la paralisi linguistica che mi ha colpito, raccolgo le idee, cerco di dire qualcosa di particolarmente intelligente apro la bocca e…niente mi esce solo un “wowwwwww”, spero che al rientro in Italia la mia dialettica migliori o almeno torni quella di prima. skylinePochi minuti e abbiamo già una perfetta visuale dello skyline del lower Manhattan ( il profilo del panorama delineato dagli edifici di una città e dai loro punti più elevati (guglie o antenne). Ecco…qui davvero non ci sono parole…solo versi di ogni genere, gli occhi si inumidiscono, anche quelli di mio marito! Ma quando glielo faccio notare lui risponde che è il vento! Seeeeeeee crediamogli! Non so quanto tempo passa dallo skyline a Lady Liberty, a me sembra troppo poco perchè in un attimo siamo li con lei che ci guarda sorridente! Non ridete! Giuro che mi ha sorriso! Alta 93 metri per un peso di 224 tonnellate, ha un fisico niente male! Ai suoi piedi giacciono catene spezzate a simboleggiare la fine dell’oppressione. Nella mano destra tiene una torcia, mentre nella sinistra stringe una tavola recante la data della 20141226_120358Dichiarazione di Indipendenza americana, il 4 luglio 1776. Le sette punte della corona, infine, simboleggiano i sette continenti. Foto, foto in quantità e si riparte! In un lampo siamo ad Ellis Island (nota anche per la scena del film Hitch). Questo era il punto di ingresso per gli immigrati che entravano negli Stati Uniti. Qui venivano sottoposti a numerosi controlli medici e se passavano i controlli venivano registrati e una volta ricevuto il permesso, venivano accompagnati a Manhattan. Molto molto suggestiva. Altre foto e partenza per il rientro. Noi sempre zitti, intontiti e magicamente rapiti da uno spettacolo che sto cercando di descrivervi ma ahimè non è facile. Il traghetto poi mette la ciliegina sulla torta e prima di attraccare ci fa passare sotto al Ponte di Brooklyn, meraviglia! Scendiamo dal traghetto e saliamo sulla terrazza panoramica20141226_123821 per dare ancora un’occhiata al ponte e alla Statua della libertà e per fissare indelebilmente nella mente questa meravigliosa mattinata. Pochi passi ed entriamo nel vivo del Financial district direzione Federal Hall…ma appena il tempo di vedere il nome della strada, che leggo una scritta sul marciapiede, Club 55, uno dei ristoranti di Cipriani. Voi non lo sapete ma io come regalo di compleanno a mio marito (20 dicembre) volevo proprio fare una cena da Cipriani che come imprenditore mio marito stima molto. Beh sono le 12.30 siamo perfetti via si mangiaaaaaaaa! Entriamo nel palazzo dove è situato il ristorante, c’è un negozio interno, poi splendide scale ed eccoci li, un po’ intimoriti dai camerieri che ci tolgono le giacche e ci fanno accomodare. Il ristorante non è molto grande e arredi datati ma curati, quadri giganti ed un immensa parete biblioteca creano un’atmosfera davvero unica. Qui gli uomini di wall street vengono nella loro pausa pranzo e dopo le 5 a chiusura della borsa. Rigorosa cucina tipica italiana dicono…vedremo se è vero! Come antipasto io prendo una caesar salad (americana ma con ingredienti tutti italiani) ottima davvero, mamma un insalata di rape e asparagi deliziosa e mio marito una zuppa di cavolfiore…ottima! Io e mamma poi prendiamo dei ravioli fatti in casa ripieni di spinaci e ricotta, mentre Cristian una tagliata. Credo di non aver mai mangiato meglio (ovviamente esclusa casa mia) al di sopra di ogni aspettativa. Nel nostro menù è previsto anche il dolce e qui abbiamo un attimo di delusione quando ci vediamo servire dei biscottini al burro, (deliziosi ma scarsetto come dolce non credete?) vabbè pazienza, meritava ugualmente. Neanche il tempo di finire la frase che arriva il cameriere con la lista dei dessert. Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh e noi che abbiamo pensato subito male! Ordiniamo tutti e tre una fetta di Lemon meringue pie e quando arriva non crediamo ai nostri occhi. Una fetta da noi la servono per due persone, non la finiremo di sicuro! Invece è leggerissima e squisita e nei tre piatti avanza qualche briciolina (solo perchè non ci sembrava il luogo adatto per leccare il piatto). Caffè, pipì e via si riparte. Mio papà avrebbe detto “Bella partita!” ed effettivamente è così che ci sentiamo.

20141226_143722 Via su, smaltiamo e a passo spedito in un attimo siamo alla Federal Hall. La Federal Hall non è solo uno degli edifici più vecchi di New York ma è anche dove George Washington fece giuramento dopo essere stato eletto primo Presidente degli Stati Uniti nel 1789. All’interno è costudita ancora la Bibbia su cui giur20141226_150933ò.

Da li arriviamo subito alla Trinity Church, pensate che è alta ben 86 metri ma sembra la casa dei nanetti visto la vicinanza con tutti gli altissimi palazzi della zona.Dopo la Trinity church passiamo davanti alla vecchia sede della borsa, molto suggestiva, per arrivare al Bow Green Bull, il fantastico toro in bronzo simbolo del capitalismo americano e realizzato da un siciliano.Giriamo e rigiriamo col naso all’insù…è una giornata di pieno solo ma il sole, non ci crederete non si vede, i palazzi sono troppo alti! Proseguiamo ancora, come fine giornata vogliamo fare la cosa più triste di questa vacanza, andare al World Trade Center (Ground zero dopo l’11 settembre!) Dicono che ogni persona ricorda esattamente dov’era quel giorno a quell’ora…io lo ricordo benissimo, ero in treno, tornavo da 20141226_153309Trieste dove all’epoca lavoravo. La mia amica Silvia mi chiamò al cellulare, completamente sconvolta e mi disse testuali parole “Hanno buttato giù le Torri Gemelle” non ricordo molto dalla telefonata all’arrivo a casa…ma ricordo molto bene tutte le ore, i giorni e le settimane dopo. Nel frattempo hanno ricostruito due torri e la terza è in costruzione, ma dove c’erano le tTwin Towers ora ci sono due piscine, grandi come il perimetro delle torri, con inciso ogni singolo nome di ogni singola vittima, con l’acqua che scorre lungo le pareti quasi a lavare il sangue versato o come ad indicare le lacrime versate, un posto davvero triste che non potevamo però non vedere! Lasciamo Ground zero in cerca di una fermata del metrò, ormai è tardi ed è ora di rientrare. Prima di prendere il metrò però ci fermiamo alla Sant Paul Chapel purtroppo famosa per aver ospitato i parenti delle vittime di quel maledetto 11 settembre. Una chiesa a semi cerchio, moderna e un po’ fredda, a parte un angolino sulla sinistra dove c’è un altare multicolore, multicolore perchè rivestito da migliaia di post it colorati, con migliaia di pensieri, saluti e preghiere per le vittime del W T C. Che giornata piena è stata! Fantasticamente fantastica! Prendiamo la nostra linea sotterranea e ce ne torniamo a casa, ci daremo una sistemata e poi cenetta in zona siamo cotti e domani…domani è un nuovo giorno a New York.

Ecco la mia ricetta della Caesar Salad.

Caesar salad

Caesar salad (Il mio viaggio a New York V)

La lista degli ingredienti per la Caesar Salad:

per 2 persone

  • insalata romana o lattuga
  • 4 fette di pane casereccio
  • 1 spicchio d’aglio
  • il succo di 1 limone
  • 4 cucchiai di formaggio a scaglie
  • 6 gocce di salsa worcestershire
  • 1 uovo
  • sale qb
  • 1/2 tazza d’olio circa

COME SI PREPARA:

Per prima cosa laviamo ed asciughiamo la lattuga.

Tuffiamo l’uovo in acqua bollente per 1 minuto poi scoliamo.

Speliamo l’aglio e strofiniamolo sulle fette di pane, su entrambe i lati, ungiamole leggermente con l’olio e tostiamole o in forno col grill o su una piastra o in una padella con un po’ d’olio.

Nel bicchiere del frullatore o mixer mettere l’olio, il succo di limone, la salsa worchestershire, l’uovo e un pizzico di sale.

Frullare tutto fino ad ottenere una salsa bella emulsionata.

Mettere l’insalata in una ciotola capiente, aggiungere il pane tostato e tagliato a pezzetti, il formaggio a scaglie, il sale e la salsa.

Mescolare bene e mangiare.

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E se me vien a mi, te vien anca a ti!

 



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