Carciofo di Chiusure e l’uomo che sussurrava ai tori

Carciofo di Chiusure e l'uomo che sussurrava ai tori
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Carciofo di Chiusure e l’uomo che sussurrava ai tori

Sabato 25 aprile 2015.

Io mio marito e la mia cagnolina Buffy siamo di partenza. Direzione Pisa dove incontrerò una mia vecchia amica conosciuta fino a questo momento solo virtualmente. L’occasione indirettamente me l’ha data l’AIFB – Associazione Italiana Food Blogger, di cui faccio parte da un paio di mesi. Dico indirettamente, perchè l’Associazione mi ha selezionato con altri due food blogger per una tavola rotonda (poi rivelatasi rettangolare  😆 ) che si terrà domani alla Sagra del Carciofo di Chiusure. L’intento è quello di far conoscere in questa rinomata festa, tre varietà di carciofo: il carciofo romanesco descritto da Andrea Zinno del blog Tra pignatte e sgommarelli, il carciofo ligure descritto da Giulietta Bodrito del blog Se cucino…sorrido! e il carciofo violetto di Sant’Erasmo descritto da me. Abbiamo così approfittato di passare il sabato a Pisa (prima volta per me) tra amici, chiacchere e buon cibo per poi spostarci verso sera a Ville di Corsano, poco dopo Siena in un country resort chiamato le Valline, completamente immerso nel verde. Abbiamo cenato e abbiamo goduto di un silenzio e una pace che io sinceramente non avevo mai provato in altri luoghi.

Domenica 26 aprile 2015

La sveglia suona alle 7. Ci prepariamo, carichiamo la macchina e andiamo a fare colazione. Il buffet è davvero ricco di ogni leccornia, ma io sono attirata da una torta home made dall’aspetto davvero invitante. Ne prendo una fetta…incredibilmente morbida, si scioglie in bocca lasciandoti un sorprendente gusto di mandorle e caffè…voglio un’altra fetta e voglio pure la ricetta! Per una scelta di priorità opto prima per la seconda fetta di torta ahahahahha…in seguito ho ottenuto anche la ricetta che proverò al più presto. Salutiamo i gestori del resort, un’ultima occhiata all’incantevole vista e via…direzione Chiusure. Mentre percorriamo queste fantastiche colline, vediamo semi nascosta dagli alberi L’Abbazia Monte Oliveto MaggioreCarciofo di Chiusure e l'uomo che sussurrava ai tori e visto che siamo in anticipo decidiamo di fermarci. Meno male perchè sarebbe stato un peccato non visitare questa meravigliosa Abbazia, in ottime condizioni e che al suo interno racchiude un’erboristeria e una liquoreria. Meravigliosa vista anche da qui!Proseguiamo e alle 10.30 siamo già a Chiusure! Parcheggiamo la macchina e nell’attesa dell’incontro con gli altri food blogger, decidiamo di fare un “giretto”. Rimango incantata! Un piccolo borgo, meravigliosamente conservato, al centro delle crete senesi. Piccolo e raccolto è caratterizzato da stradine strette, ripide rampe ed edifici rossicci ma…ovunque posi lo sguardo, un’impareggiabile vista di si apre a 360°.

Collage primo

 

Saliamo ancora e mentre stiamo raggiungendo la cima del paese mi sento chiamare. E’ Andrea con la moglie! Primo incontro, due persone squisite con cui è facile fare amicizia immediatamente. Continuiamo il giro assieme, ma siamo distratti dai profumi che aleggiano nell’aria, dai prodotti sulle bancarelle ma soprattutto dal profumo dei carciofi. E’ mezzogiorno…direi che è il momento di assaggiare i carciofi fritti, crudi, sulla pasta…insomma siamo food blogger dobbiamo assicurarci della qualità ahahahahaha. A parte gli scherzi…era tutto squisito ma i carciofi fritti erano straordinari. Leggeri, non intrisi d’olio andavano giù come caramelle, tanto che più volte ho cercato di rubarne qualcuno dal cartoccio di mio marito ma ahimè senza successo. Troviamo anche una fantastica postazione da cui possiamo godere della vista sullo staff all’opera per sfamare le centinaia di persone che nel frattempo sono giunte.

Collage terzo

Ci raggiunge anche Giulietta con un’amica. Giulietta ci ha fatto scompisciare dalle risate, solare e gioiosa è stata un piacevole incontro. Il tempo non è dei migliori, la temperatura è buona ma il cielo minaccioso ci preoccupa un po’. Ci mostrano la nostra “postazione” e ci presentano Francesca Cavini, giornalista e food blogger che farà da mediatrice in questa tavola rotonda. L’affluenza delle persone non è stata moltissima complice anche il tempo che ha provato a fermarci con pioggia e refoli di vento, ma quelle che c’erano erano interessate e rapite dai racconti dei nostri carciofi. A me personalmente è piaciuto molto, scoprire tante caratteristiche e curiosità su questi carciofi che non conoscevo così approfonditamente.

Collage secondo

Vi lascio la video registrazione amatoriale (fatta da mio marito) sulla tavola rotonda!

L’esperienza mi ha riempito di ricchezza, la cosa più triste sono stati i saluti. Io Cristian e Buffy ci fermeremo ancora questa notte, decidiamo quindi di raggiungere prima l’agriturismo, conoscerne i proprietari e poi continuare a gironzolare. In un quarto d’ora siamo li, a pochi chilometri da Asciano, all’Agriturismo Casanova! Possibile che qui tutti gli agriturismi siano uno schianto???????? Mamma mia, restiamo basiti, anche qui una vista incredibile a 360°.Collage quarto

Ci accoglie subito Vicky (non è il suo vero nome, il suo molto particolare non lo sa pronunciare nessuno ci dice, così si è scelta un soprannome). Lei è di nazionalità tedesca, ha fatto l’università a Siena, si è innamorata di Chiusure, dove ha preso una casa in affitto e li ha conosciuto Bartolo, l’uomo che sussurra ai tori. Si si avete capito bene…e questo è reale non un film. Bartolo e Vicky si sono sposati e con i figli vivono in questa magnifica azienda agricola gestita dapprima dalla famiglia di Bartolo ed ora da lui e da sua moglie. L’ Azienda Agricola Casanova alleva la prestigiosa razza chianina da oltre 50 anni! Mica pizza e fichi eh!  Nutrono il loro bestiame esclusivamente con foraggio e fieno di loro produzione. Il bestiame pascola durante la primavera e l’estate allo stato brado. Scommetto che ora volete sapere di Bartolo, l’uomo che sussurra ai tori, ecco la storia. Ci racconta Vicky che tempo fa hanno dovuto cambiare il toro, come succede di consuetudine quando il toro è troppo vecchio. Portano a casa Rudy un bel torello giovane e pieno di energia. Appena scaricano il toro però si accorgono subito che c’è qualcosa che non va. Il toro pare intimorito, si nasconde e ha paura delle vacche! Ha paura delle vacche? Si, il motivo probabilmente è che Rudy è sempre vissuto in un box e ha sempre visto anche le vacche nei box, mentre qui è libero di pascolare ma sono libere di pascolare anche le femmine. Vabbè dovrà ambientarsi…ma Rudy non si ambienta, non si avvicina alle vacche e non fà “il suo lavoro”, non solo, le vacche lo tormentano, lo spintonano, lo pungono, lo allontanano. Passano i giorni e la situazione non cambia. Bartolo decide di avvalersi di uno psicologo, che visita e studia Rudy e che trae due conclusioni. La prima: Rudy è troppo giovane, deve crescere e maturare, quindi bisogna aspettare. La seconda: Rudy è gay! Bartolo sbianca, eppure può succedere in fondo è un essere vivente! Ma se dovesse essere questa l’ipotesi, purtroppo Bartolo avrà solo una scelta possibile. brutta e crudele, ma funziona così! I giorni seguenti Bartolo è disperato, ha bisogno di un maschio per le sue femmine ed è impotente. Così un giorno in cui è solo, entra nella stalla prende Rudy per le corna e gli parla col cuore in mano. “Rudy…devi darti una svegliata…fammi vedere chi sei…non farmi prendere quella decisione, dai fallo per me!” Glielo ripete più volte quel giorno. L’indomani mattina Vichy e Bartolo fanno colazione e vengono chiamati a gran voce dal loro aiutante che corre verso di loro sbracciandosi come un pazzo. Con un filo di voce, l’aiutante comunica loro che Rudy sta facendo “il suo lavoro”. Da quel giorno Bartolo fu soprannominato L’uomo che sussurrava ai tori! E vissero tutti felici e contenti!

Collage quinto

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