E se me vien a mi, te vien anca a ti

Corn fried chicken (Il mio viaggio a New York III)

Corn fried chicken (Il mio viaggio a New York III)
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New York, 25 dicembre 2014 ore 6.00 am ora locale

Apro l’occhio destro, in silenzio prendo il cellulare, guardo l’ora…mannaggia appena le sei! Fa niente sono a New York e oggi, oddio oggi è Natale!!!!!!!!!! Sssssssssssstttttttttttt…mamma e Cristian dormono e io canticchio mentalmente “Feliz Navidad” in duetto con Michael Bublè ed io ho la stessa identica voce di Belinda (:-D ). Non faccio neanche in tempo ad arrivare a metà canzone e a dare la mano a Michael che mamma mi sussurra “Buongiorno piccola” (questa espressione la troverete spesso perchè da quando la conosco è così che mi da il buongiorno, ma si sa…che i figli restano piccoli agli occhi delle mamme). Apriamo le finestre un po’ titubanti, ieri pioveva e oggi? E oggi soleeeeeeeeeeeee…giornata spettacolare, limpida e blu, così blu che ci viene automatico da cantare Volareeeeeeeeeeeee oh oh, cantareeeeeeeeeee oh oh oh oh! Nel frattempo ci prepariamo, rifacciamo i letti, colazione e via alla “riscoperta” di Manhattan. Prendiamo il metrò e scendiamo a Times Square, scendiamo li, perchè io ho un appuntamento, un importantissimo appuntamento a cui una foodblogger non può proprio mancare! Ebbene si in pochi veloci passi arriviamo da Buddy Valastro! cake boss

Mia mamma e mio marito si guardano e mi guardano senza capire e così devo fare un breve riassunto di 3589 puntate di realtime che decido di sintetizzare nella frase “Lui è il Boss delle torte, famoso in tv”! Si accontentano e così mi accingo ad entrare! Ed è qui che lo incontro…bosslui gentilissimo si presta anche ad una foto insieme…

Va bene va bene, lui non c’era ma si sapeva! In realtà c’erano due ragazzi di colore e una ragazza, nessuno della famiglia Valastro, perchè in realtà Carlo’s Bakery non è a Manhattan e con tutto quello che abbiamo da vedere non me la sento di trascinare i miei fino li! Entriamo nella pasticceria e adocchiamo tutti i dolci possibili e immaginabili, decorati e non. 20141225_111109No, non li abbiamo assaggiati, a me sinceramente non interessava, io odio la crema al burro e la pasta di zucchero che ti si attacca al palato, a me interessava solo vedere il posto…e vi dirò, la parete addobbata con i gadget del Boss mi ha un po’ fatto cadere le braccia, ma meritava comunque questa breve visita. Usciti da li ci dirigiamo verso l’Empire state Building, affascinati da ogni cosa che vediamo…e qui incontriamo la sede del New York Times, l’ufficio Postale Centrale, la Penn Station (enorme e sotterranea) e il Madison Square Garden 20141225_114509dove oggi guarda caso c’è proprio una partita dei New York Knicks. Tanta tanta gente e decidiamo che la prossima volta che veniamo a New York verremo sicuramente a vederci una partita. Oggi invece proseguiamo, tra la gente, uno sguardo ad un paio di vetrine ed eccolo li grande, enorme, mastodontico.20141225_120842 443 metri di altezza, il grattacielo più alto del mondo fino al 1973 quando le Twin Towers gli tolsero il primato. Un’emozione di quelle che tolgono il fiato e come non pensare a King Kong? Facciamo millecinquecentoquarantatre fotografie, girandogli intorno, sempre col sorriso ebete di chi vede una cosa meravigliosa per la prima volta. Caro Empire, è l’ora di lasciarti ma torneremo…torneremo una di queste sere perchè vogliamo vederti illuminato!!!! Gli stomaci gridano dal profondo del loro cuore. Hanno fame, oggi mangeremo in un ristorantino all’interno della Tower Trumph, così torniamo verso “su” o meglio verso nord. Mentre ci dirigiamo verso la tower, ci imbattiamo nel Grand Central Terminal o Grand Central Station la stazione ferroviaria più grande al mondo per numero di banchine. Bocca spalancata! Pare quasi che abbiamo viaggiato indietro nel tempo, immensa, antica, piena di gente, anche questa, location di innumerevoli film. Da li passiamo anche davanti alla New York Public Library una delle 5 biblioteche più importanti degli Stati Uniti. Purtroppo è chiusa, oggi è il giorno di Natale e noi a furia di visitare ce ne siamo dimenticati! E infatti, tra una vetrina e l’altra arriviamo alle 14 alla Trumph Tower che però troviamo chiusa, mannaggia non avevamo calcolato che oggi non sarebbe stato semplice trovare qualcosa di aperto, ma non demordiamo, direzione Park Avenue e li troviamo un piccolo bistrò dove ci accomodiamo ed ordiniamo il Corn fried chicken, pollo impanato nei cornflakes e fritto di una bontà davvero unica. Il resto del pomeriggio lo passiamo a passeggiare per questa città anzi, direi per LA Città, l’estasi non è passata minimamente e la stanchezza non si sente, o meglio IO non la sento, mamma e Cristian invece mi lanciano frecciatine malevole e ogni tanto li sento ridere sotto i baffi con frasi del tipo “cos’ha messo, il turbo?” o “dov’è che deve andare così veloce” e allora visto che siamo nei pressi di central park ecco che gli faccio una proposta: “e se facessimo il giro di Central Park in risciò?”. Detto fatto! Ma questo ve lo racconto la prossima volta! Intanto vi lascio la ricetta della mia versione del pollo impanato nei cornflakes! Buon appetito!

Corn fried chicken (Il mio viaggio a New York III)

Corn fried chicken (Il mio viaggio a New York III)

La lista degli ingredienti per il Corn fried chicken (Il mio viaggio a New York III):

  • alette di pollo, cosce o fusi
  • spezie varie (io ho messo, timo salvia e origano)
  • cornflakes
  • pan grattato
  • 2 uova ( io con 2 uova ho impanato 20 alette circa)
  • 2 cucchiai di olio evo
  • sale qb
  • olio per friggere

COME SI PREPARA:

Mettiamo in un vassoio capiente il pollo, spolverizziamolo con le spezie tritate, l’olio evo e lasciamolo “marinare” per mezz’ora.

In una ciotola capiente sbricioliamo con le mani i cornflakes, non devono diventare polvere, anzi è bene che restino grossolani.

Nella stessa ciotola aggiungiamo un po’ di pan grattato (per 20 alette ho messo 80 g di cornflakes e 4 cucchiai di pan grattato), mescoliamo e teniamo da parte.

In un’altra ciotola sbattiamo le uova con un po’ di sale.

Mettiamo in una capiente casseruola l’olio per friggere.

Passiamo il pollo nell’uovo e successivamente nei cornflakes, schiacciando bene in modo che i cornflakes restino attaccati.

Mettiamo a friggere il pollo (4 -5 pezzi per volta) dapprima a fuoco alto e poi abbassando la fiamma, girando il pollo di tanto in tanto e provandone la cottura, infilzandolo con uno stuzzicadente.

Più il pollo è grosso più tempo dovrà cuocere.

Scolate su carta assorbente insaporitelo con poco sale e gustatelo con le salse a voi più care.

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E se me vien a mi, te vien anca a ti!



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